Lo sparo di mezzogiorno

Estate 2020. Pietroburgo. Stiamo in Piazza del Palazzo, dove si trova l'Ermitage. È un museo di fama mondiale, favoloso, unico, senza paragoni. Ha appena riaperto le sue porte dopo la quarantena. Lavora tutti i giorni, escluso il lunedì, da mezzogiorno alle ore 21. Nella città di Pietro il Grande ora non ci sono turisti stranieri. Le frontiere sono ancora chiuse e siamo felici che abbiamo la possibilità di visitare il nostro gioiello senza nessuna fila, tante volte in una settimana e anche in un giorno. Siamo felici! Nella solita vita non è mai cosa facile entrare in questo famosissimo palazzo: bisogna pensare molto in anticipo per comperare i biglietti. Ora tutto è diverso.

Allora, abbiamo i biglietti in mano. Siamo i primi e aspettiamo fuori l'ora di apertura. Siamo in dieci. Fanno entrare a mezzogiorno. Mancano pochi minuti al nostro appuntamento con la grande arte e all'improvviso nell'aria si sente BUUUM!!! È un colpo fortissimo!!!! Ma proprio fortissimo! Che cos’è successo? Eh, niente! Abbiamo completamente dimenticato che da 300 anni a mezzogiorno nella Fortezza di Pietro e Paolo si spara un colpo di cannone!!! La Fortezza di Pietro e Paolo è famosa perché da lì è iniziata la città di Pietro il Grande e si trova sulla riva opposta della Neva proprio davanti all'Ermitage... LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO

Da Mosca a Pietroburgo passando Tver'

OGNI Italiano conosce almeno una città russa e questa città si chiama San Pietroburgo!

MOLTI Italiani conoscono due città russe: San Pietroburgo e la capitale, Mosca.

NON TANTI Italiani ricordano i nomi di tre o quattro città russe, e POCHISSIMI ne conoscono di più. Tra di esse c’è anche la città antica di Tver'.

Perché sul sito dedicato alla città di Pietroburgo io parlo di Tver'? Ve lo spiega questo mio articolo.

All'inizio del XVIII secolo Pietro il Grande spostò la capitale della Russia da Mosca a San Pietroburgo. Andando da Mosca a Pietroburgo sulla strada principale i viaggiatori dovevano passare dall'antica città di Tver'. A quell'epoca, passavano spesso per Tver' ospiti importanti: gli ambasciatori stranieri, gli imperatori. Però la città rimaneva provinciale, tutta costruita con case di legno in vie strette e storte. Per questo motivo a Tver' c'erano spesso incendi. Il 12 maggio del 1763 l'ennesimo incendio fu così intenso che distrusse metà della città. Dopo questa tragedia la giovane imperatrice Ekaterina Seconda ordinò di costruire al posto delle rovine bruciate una città nuova con case e vie somiglianti all'eccezionale capitale della Russia, San Pietroburgo... LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO

Una volta a Pietroburgo...

Anna: Mi ha colpito molto l’italianità monumentale di Pietroburgo. Pietroburgo è stata costruita fondamentalmente da architetti italiani ma la scala è maggiore rispetto alle nostre città. Fa quindi uno strano effetto: qualcosa di nuovo e già visto al tempo stesso. E poi l’Ermitage e il Museo Russo: fantastici! Del primo ricordo soprattutto i marmi di Canova, la “Madonna del Cardellino” di Leonardo e il “Giovane con il Liuto” di Caravaggio...

...La serata al Bolshoi. Con Betta che contrattava comprammo i biglietti da un bagarino. I biglietti “ufficiali” per gli stranieri costavano almeno 50 dollari e noi li pagammo 7 dollari e 50, ovvero 200 rubli. Il valore facciale, però, era 14 rubli ☺. Fu un affarone per tutti. E la sera dovevamo far finta di essere russe: difficile se si parla italiano ☺. Ma le persone attorno a noi si accorsero del trucco e si misero a ridere: fantastico! Per non parlare dell’opera che vedemmo, di Čajkovskij, credo fosse “Opričnik" (L'ufficiale della guardia”). Una serata magica e tante risate...LEGGERE LA STORIA

Zia Lusiya

Nelle feste di capodanno io ricordo sempre la mia infanzia e una mia amica, una signora anziana che amava spedire a me, piccola bimba, le cartoline. Si chiamava Ludmila, come un personaggio di una poema del famosissimo poeta russo Alexander Pushkin, "Ruslan e Ludmila". Io da bambina la chiamavo teneramente zia Lusiya. Non aveva figli, viveva in un piccolo appartamento nel centro di Mosca, amava fare lunghe passeggiate per la città e a Mosca trovava sempre cartoline particolari e molto belle che comperava e mi spediva per ogni festa dell'anno. Aspettavo i suoi auguri con impazienza perché mi faceva tanto piacere scambiare con lei gli auguri, qualche notizia e qualche parola ed ero anche molto curiosa di vedere una nuova cartolina. Poi Ludmila aveva una splendida calligrafia! Quando si avvicinava una festa, controllavo ogni giorno la cassetta postale aspettando una piccola sorpresa dalla zia Ludmila... LEGGERE TUTTA LA STORIA

Leningrado di Augusto Fonseca

Augusto: Leningrado, dunque, mi ha ospitato per due anni, consentendomi un arricchimento culturale ed umano che ha segnato una delle tappe fondamentali della mia vita. Molto caro mi rimane il ricordo dei miei studenti con i quali c’è stato un sincero rapporto di reciproca stima e amicizia. Mi colpiva il loro impegno e serietà di studio della lingua italiana, intesa non come materia di esame, ma come autentico interesse culturale. E poi le passeggiate fatte in loro compagnia per i canali e i ponti di Leningrado, le frequenti escursioni nelle incantevoli Puškin, Pjetrodvorjèts, Pavlovsk e nel grazioso centro di Sestrorjètsk, in cui ho praticato (con tante simpatiche avventure) l’equitazione. Di quel soggiorno potrei non finire mai di parlare, considerato anche il frequente incorrere in difficoltà di vario genere, connesse con la specificità del sistema comunista sovietico. Voglio, invece, menzionare almeno la straordinaria fortuna, che ritengo esperienza unica, preziosa e cara come una reliquia, di aver trascorso giorni e giorni ad ammirare capolavori d’arte nelle meravigliose saledell’Ermitage...LEGGERE TUTTO
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